Tecnologie e comunità

Sentieri Didattici è un progetto ormai di lunga data. E' un'iniziativa blend, vale a dire che all'azione sul campo, in classe e nel territorio, si sommano e s'intrecciano attività nei mondi virtuali di internet.
Dal momento della nascita del progetto, l'anno 2001, ad oggi il web ha fatto molta strada: la rete ha subito profonde trasformazioni che ne hanno fortemente mutato il volto.

I cambiamenti più rilevanti sono così sintetizzabili:

  • il focus si è spostato dalle tecnologie ai contenuti;
  • la pubblicazione di contenuti è ormai nelle possibilità di tutti, sia per costi (ormai praticamente nulli) che per competenze richieste;
  • molti contenuti sono distribuiti secondo modalità Open Content, sono cioè contenuti liberi (tutti gli itinerari e i materiali di Sentieri Didattici sono oggi distribuiti, sotto una Licenza Creative Commons che impone di citarne la paternità, ma che alimenta anche un circolo virtuoso di integrazione, modifica, miglioramento e distribuzione gratuita);
  • l'interazione fra le persone è fortemente aumentata grazie a nuove tecnologie o a nuove filosofie di utilizzo di strumenti maturi;
  • la multimedialità è ora effettivamente implementabile grazie, da un lato all'aumento della banda e delle prestazioni, dall'altro alla maggior leggerezza dei formati e alla maggior efficienza di gestione e trasmissione dei contenuti.

Quello che vediamo oggi è un web fatto di cosiddetti "servizi di seconda generazione", è il web 2.0, come viene definito, non senza qualche titubanza, o, addirittura, il web 3.0 come lo identifica chi pone l'accento sui nuovi mondi 3D.
Pur senza entrare nel merito di un dibattito complesso e, a volte, polemico, va rilevato come il cambiamento complessivamente più che nelle tecnologie, risieda nelle forme della socialità on-line.
Internet nel 2001 era ancora un mondo fatto di siti, dove "pochi" autori, competenti sul piano tecnico, veicolavano informazioni: la rappresentazione prevalente era basata sulla metafora della "pagina" (di giornale) nella quale i contenuti prendevano forma.

Accanto al "web dei siti" oggi è prepotentemente emerso "il web dei luoghi": l'approccio attraverso il lessico della Geografia è proprio quello più utile per capire l'attuale situazione. In rete oggi è possibile "prender casa", abitare, vivere un territorio virtuale (della conoscenza), condividendo interessi, cooperando per realizzare prodotti da diffondere nella propria web community e in altre, agendo in una complessiva situazione di ricerca-azione basata sul knowledge management.

Se la strada della costruzione delle comunità on-line sembrava passare ieri per l'uso di specifiche piattaforme che spesso "recintavano" porzioni di web, rendendole accessibili solo a soggetti selezionati, oggi, la disponibilità di luoghi virtuali aperti rende possibile la libera aggregazione delle persone, facendo complessivamente di internet una piattaforma flessibile in cui intrattenere rapporti e agire processi di insegnamento/apprendimento non solo di tipo formale, ma anche di tipo non formale e informale altamente efficaci. Di conseguenza oggi l'attenzione si sta spostando dalle piattaforme di e-learning a internet individuata nel suo complesso come personal learning enviroment (PLE), cioè come spazio personale di apprendimento.

Sentieri Didattici ha seguito questa evoluzione, accentuando sempre più la dimensione comunitaria. Esso, comunque, si è posto fin dalle origini obiettivi molto alti e complessi: la finalità era, e rimane, la costruzione di una comunità di scuole capace di produrre nel corso dello sviluppo dei processi di insegnamento/apprendimento strumenti utili per l'attività didattica e per la formazione in genere da diffondere via internet quali prodotti e servizi per la scuola e per la collettività.
L'allievo, centrale nel processo, arriva, in una dimensione fortemente cooperativa di bottega artigiana, utilizzando l'expertise dell'insegnante, la relazione tra pari e gli apporti degli esperti della comunità locale, a produrre elaborati "veri", cioè predisposti per la fruizione di destinatari reali.
Gli itinerari sono perciò sottoposti ad un meccanismo di certificazione che ne garantisce la qualità a chi li scarica e li utilizza: all'autovalutazione si affianca la valutazione di un soggetto collaudatore del Sentiero (un'altra classe) e la valutazione finale, certificante, di un'apposita Commissione di Esperti. Le operazioni si svolgono attraverso la compilazione di semplici schede che riportano i criteri/indicatori di qualità e che, a fronte di valutazioni negative, richiedono la definizione di azioni di miglioramento.

Per tali scopi si è utilizzata inizialmente una piattaforma basata su un server IBM Lotus Domino e costruita con IBM Lotus Notes: gli applicativi realizzati con tali strumenti proponevano ambienti chiaramente riconoscibili quali database per la gestione documentale. In essi risultava possibile, non solo realizzare le schede degli itinerari, ma anche raccogliere la documentazione dei processi didattici, condividere risorse, fornire informazioni e materiali di formazione e persino sviluppare discussioni in forma di forum.
Complessivamente il sito si configurava come "campus virtuale" che ricalcava nella distribuzione delle sezioni il modello delle organizzazioni detto delle "4 C" [Butera F., (et al.), 2002, Organizzare le scuole nella società della conoscenza, Carocci]: Comunicazione, Condivisione, Cooperazione, Comunità.
Se per la realizzazione delle schede degli itinerari, all'inizio del 2007, gli strumenti risultavano ancora estremamente funzionali, per le azioni maggiormente interattive essi risultavano invece superati da altri. Il sito di Sentieri Didattici del Veneto (ma ormai dovremmo chiamarlo luogo virtuale) è stato perciò ristrutturato affiancando alla piattaforma originaria degli itinerari altre due tecnologie dalle diverse funzionalità.

L'erogazione delle informazioni relative al progetto è stata gestita tramite un CMS (Content Management System) Open Source, denominato Joomla!.
Oltre alla home page e alle informazioni sul progetto e sui partner, esso mette a disposizione:

  • un archivio strutturato di documenti funzionali e contenutistici;
  • una newsletter con dispositivo di invio a una rubrica di destinatari;
  • un sistema di apertura e gestione di forum;
  • una chat;
  • un album fotografico che consente allo Staff di realizzare itinerari didattici attraverso sequenze di immagini e video corredate da testi quali idee per la costruzione di effettivi Sentieri.

Un modulo aggiuntivo di Joomla! fornisce poi un wiki attraverso il quale, in un atto di scrittura collettiva, si può realizzare tutti insieme, Staff di Progetto e docenti impegnati nell'azione didattica, non solo l'"enciclopedia" del progetto, ma anche il repertorio di tecniche e metodologie di realizzazione degli itinerari.
Si tratta di un ipertesto, sempre modificabile ed integrabile, che restituisce una mappa dello svilupparsi della conoscenza nel processo di knowledge management agito dalla comunità professionale dei docenti e degli operatori dell'iniziativa.

Infine una piattaforma di blogging, WordPress, affianca il repertorio di itinerari ancora raccolto attraverso il database Lotus Notes. Il blog è il nuovo strumento a cui si è pensato di ricorrere per la realizzazione della documentazione delle attività didattiche che hanno portato alla produzione dei Sentieri.
Il blog consente effettivamente alle scuole di raccontare l'esperienza vissuta, di fare la cronaca dello svolgimento del proprio specifico progetto in un diario che riporta al contempo le rilevazioni precise, oggettive e strutturate di quanto atteso come processi e risultati e le percezioni, le emozioni, le sensazioni soggettive della comunità scolastica di pratica nel suo interagire e cooperare.
L'atto di documentazione così non è più la fredda rilevazione di un osservatore distaccato, ma una forma di relazione, di dialogo tra tutte le componenti scolastiche, docenti e allievi, secondo l'organizzazione della classe e gli specifici compiti e ruoli.

Nel caso dei blog di Sentieri Didattici del Veneto la dimensione relazionale si spinge al punto di far interagire gli autori dei diversi Sentieri tra loro attraverso i "commenti" e di far dialogare gli "autori" con i soggetti "collaudatori" (classi, esperti e altri stakeholder, …) che provando gli itinerari predisposti forniscono, mediante le apposite schede di valutazione, preziose indicazioni per il loro miglioramento. I post vengono dunque organizzati nelle due categorie Documentazione e Collaudo.
Nondimeno dal riesame della cronaca dell'esperienza è possibile ricostruirne, ad azione conclusa, la storia attraverso opportune sintesi e riflessioni orientate alla sua trasferibilità. Utile si rivela a tal fine la raccolta in corso d'opera, attraverso allegati ai post, dei tradizionali materiali strutturati (atti progettuali, griglie di osservazione, schede didattiche, descrizioni di attività sul campo ed in classe, strumenti di valutazione, learning object e strumenti didattici in genere, …) che possono essere riorganizzati in report la cui significatività e riutilizzabilità possono essere desunte proprio dalla cronaca raccolta nel corso delle attività.
In questo modo il Progetto consegna alle scuole e ai cittadini non solo un repertorio di itinerari veneti da praticare, ma anche un insieme di idee e strumenti che mettono docenti, studenti ed operatori locali in condizione di produrne altri, invogliandoli a farlo e incrementando nel tempo l'archivio in un processo cumulativo in cui la quantità si sposa alla qualità assicurata dal processo di certificazione garantito dalla piattaforma Lotus Notes.

Nella piattaforma WordPress trova spazio anche un blog del Coordinatore Scientifico del Progetto, che propone riflessioni ed idee per la didattica del territorio e della cultura del Veneto ed invita alla discussione su tali tematiche.

Sentieri Didattici si apre anche a repertori di video, mappe ed immagini disponibili ed elaborabili in siti di tipo social media, nella più ampia modalità di condivisione del web 2.0 e, quantomeno, alludendo a quel personal learning enviroment stemperato in tutta internet a cui sembra orientata la nuova formazione a distanza, che si sviluppa tra le due polarità della libertà di scelta delle opportunità formative e della partecipazione a comunità di apprendimento.

 

FRANCO TORCELLAN

 

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