Il modello dei "campus virtuali" del Gruppo Relazioni Culturali di Alpe-Adria

Il concetto che sta alla base del modello di e-Learning sviluppato nei campus virtuali del Gruppo Relazioni Culturali di Alpe-Adria, nel cui ambito si colloca Sentieri Didattici del Veneto, è quello di Comunità.
L'apprendimento, quand'anche preveda momenti di gestione individuale, si sviluppa complessivamente nell'ambito di una socialità che va oggi intesa nei termini della doppia "abitanza" definita dalla diffusione di internet e delle sue specifiche tecnologie: il territorio reale e quello virtuale.

La comunità in cui vengono gestiti tradizionalmente i processi di insegnamento/apprendimento è la scuola. Oggi le nuove tecnologie della formazione a distanza, agendo in realtà sulla complessiva dimensione spazio-temporale, consentono anche di gestire l'organizzazione del singolo istituto: attraverso esse, nei campus virtuali, l'allievo viene messo al centro dei processi formativi attivati nelle iniziative che compongono l'offerta formativa.
Ma le stesse tecnologie consentono di attivare reti di scuole e di integrare tra loro le offerte formative di molteplici soggetti (enti locali, centri studi, associazioni, aziende, ecc.) che si stanno affermando sempre più come nuove agenzie di formazione.
I campus virtuali del Gruppo Relazioni Culturali di Alpe-Adria consentono quindi di integrare la comunità scolastica con la comunità locale in un sistema formativo in cui si ridefinisce in una più ampia dimensione e complessità la centralità dell'allievo per una formazione orientata alla personalizzazione dei percorsi. Le comunità locali estendono poi la loro azione su territori più ampi incontrando comunità lontane e cooperando a livello europeo.

Le attività proposte nei campus non sono azioni che si svolgono esclusivamente on-line: le singole progettualità sviluppano precise azioni in presenza e acquisiscono la vasta e complessa dimensione della rete, producendo cooperazione su vasta scala, condivisione di conoscenze e risorse, un ampio livello di comunicazione.
I campus virtuali svolgono quindi una importante funzione di "gate" tra reale e virtuale, ampliando la produttività attraverso l'integrazione di molte risorse, ma valorizzando anche l'azione diretta nel territorio, senza cadere in forme di solipsimo tecnologico.

La comunicazione si esplicita in forma sincrona e asincrona nei classici strumenti del forum e della chat (sostenuti anche dall'utilizzo della ormai tradizionale posta elettronica).
La cooperazione si realizza in precise produzioni di oggetti e servizi fruibili on-line o, in presenza, nei territori dei soggetti coinvolti, ma dettagliatamente documentati e valorizzati on-line
I partner dispongono di appositi ambienti di condivisione di risorse e di materiali di studio messi a disposizione da equipe di esperti anche in forma di manuali o di webquest.

Ai fini della diffusione di buone pratiche, i processi educativo-didattici necessari alla realizzazione di produzioni e servizi vengono sistematicamente documentati nei vari "step" del progetto secondo i principi della "narrazione dell'esperienza" e della realizzazione di "learning object".

I prodotti e i servizi realizzati sono "oggetti" effettivamente utilizzabili nell'attività scolastica che vengono offerti a tutti i docenti che accedono liberamente ai campus, ma anche la documentazione strutturata dei processi educativo-didattici è un "prodotto" fruibile, in quanto propone un repertorio di buone pratiche a cui attingere per sviluppare nuove esperienze, magari entrando a far parte della comunità che le ha realizzate.
Va sottolineato che docenti allievi, esperti, associazioni, aziende, enti pubblici che partecipano ai progetti svolgono la loro azione nei campus virtuali in una dimensione che solitamente si definisce "bottega artigiana": pertanto le attività didattiche vengono affiancate da specifiche azioni di formazione e indirizzo per i docenti e, viceversa, azioni di formazione per i docenti prevedono anche lo sviluppo di conseguenti sperimentazioni con gli allievi.

La valutazione in questo sistema di e-Learning è un momento fondamentale di relazione tra i partner e ne definisce il senso complessivo.
Vengono definiti, contestualmente all'atto di progettazione, gli obiettivi dell'attività che vengono condivisi e affinati nella prima fase della stessa all'interno del gruppo in formazione attraverso il dettaglio di indicatori di raggiungimento di risultati attesi.
Si predispongono quindi tabelle di valutazione dei prodotti e mappature di competenze organizzate anche in forma di portfolio degli studenti.
Nel primo caso, le tabelle prevedono l'indicazione di elementi di criticità e di conseguenti azioni di miglioramento. La valutazione degli elaborati on-line prevede tre stadi: l'autovalutazione, la valutazione della "soddisfazione del cliente", in quanto i prodotti sono oggetti effettivamente utilizzabili da un soggetto reale all'interno e/o all'esterno delle scuole, la valutazione "terza", cioè da parte dell'equipe degli esperti che certifica pubblicamente il soddisfacimento dei criteri della Qualità.

Anche i portfolio degli studenti prevedono la gestione attiva da parte degli stessi. Personalizzazione degli apprendimenti e condivisione degli obiettivi stanno alla base della loro realizzazione. Vengono definite nel dettaglio, in forma partecipata e cooperativa, le procedure di insegnamento/apprendimento che consentono di raggiungere i risultati attesi e, quindi, gli obiettivi/competenze previste nel portfolio.
Una precisa modulistica implementata nel sistema consente all'allievo di gestire il processo con un alto livello di autonomia, estendendo fortemente la relazione educativo-didattica con il docente. Seguendo principi di Total Quality Management, l'allievo viene portato infatti ad individuare i propri errori attraverso l'identificazione delle "non conformità" ai risultati previsti per le sue produzioni. Viene sollecitato ad individuarne le cause e a predisporre "azioni di miglioramento" per il pieno conseguimento degli obiettivi.
Il docente controlla il processo, fornendo supporto e suggerimenti e "certificando" alla fine il raggiungimento delle competenze.
Tale sistema di valutazione didattica è stato implementato nella sua forma più compiuta presso il Liceo Scientifico "Nicolò Tron" di Schio (VI) grazie al coordinamento del prof. Giorgio Pizzolato che, utilizzando anche un'apposita borsa di ricerca erogata dall'IRRE del Veneto, ha coinvolto con ottimi risultati alcuni corsi, attraverso i rispettivi consigli di classe, nella gestione delle procedure qui descritte (Progetto TQLM, Total Quality Learning Management). In questa esperienza la Teoria della Qualità ha trovato dunque piena applicazione, oltre che alla gestione dell'organizzazione scolastica, anche alla gestione dei processi di insegnamento/apprendimento, costituendo un valido strumento di recupero degli allievi in difficoltà in una dimensione cooperativa funzionale, con momenti organizzati di peer education, volta a perseguire l'eccellenza.

Questo modello di e-Learning, prevede quindi una valutazione che non si pone come singolo momento di semplice giudizio, ma come atto centrale dello svolgersi della relazione allievo/docente, che ne viene fortemente ampliata, e come guida per la gestione dei processi insegnamento/apprendimento.
Tale relazione educativa viene allargata a soggetti della comunità locale che possono relazionarsi con gli studenti (e, ovviamente, con tutta la comunità scolastica) quali fruitori dei prodotti-servizi realizzati nelle attività o come categorie professionali che definiscono, sempre mediante gli ambienti virtuali dei campus, profili professionali ai quali far riferimento per la predisposizione della mappatura delle competenze necessarie alla realizzazione di portfoli effettivamente spendibili nella realtà territoriale di riferimento.
Il sistema implementa di conseguenza ambienti virtuali di incontro tra domanda ed offerta di lavoro. Attraverso la gestione delle specifiche tecnologie della formazione a distanza, esso consente di attivare simili procedure anche negli ampi territori della nuova Europa dell' "allargamento", realizzando forme di incontro tra domanda di professionalità e offerta di competenze tra comunità e soggetti lontani che intrattengono ormai forti scambi con notevole mobilità dei cittadini.

I campus virtuali, consentendo lo sviluppo di una forte rete di collaborazioni e cooperazioni tra scuole, enti locali, centri di ricerca, associazioni, aziende e soggetti vari coinvolti nella formazione, mirate a specifiche e diversificate progettualità, costituiscono anche un terreno ideale per complesse analisi delle prassi e dei risultati dell'e-Learning nella ormai imprescindibile dimensione europea.
Queste attività si collocano pertanto, con precisone, all'interno della prospettiva delineata dalla Commissione Europea nella Conferenza di Lisbona del 2000 di far diventare l'Unione Europea "la più grande società basata sulla conoscenza".

 

FRANCO TORCELLAN

 

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