Ambienti di apprendimento e di riflessione professionale per la didattica del territorio nella società dell'informazione
- Le Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 30/12/2006 relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente, indica otto competenze fondamentali tra le quali troviamo la "competenza digitale" così descritta:
- "la competenza digitale consiste nel saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell'informazione (TSI) per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione. Essa è supportata da abilità di base nelle TIC: l'uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite internet."
Questa caratterizzazione delle nuove tecnologie espressa nella definizione di questa competenza chiave, evidenzia la loro collocazione in un contesto sociale in cui l'informazione svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo e potenziamento della società dell'informazione. Da questo punto di vista le abilità nell'uso delle TIC vengono finalizzate alla creazione di un valore aggiunto nel campo dell'acquisizione, dell'analisi critica, della rielaborazione ed infine della comunicazione dell'informazione. Infine vengono indicate quale terreno di potenziamento del processo descritto, le reti collaborative operanti tramite Internet.
Il progetto Sentieri Didattici: itinerari per la didattica del Veneto ha fatta propria questa impostazione di base attivando un percorso metodologico di lavoro e fornendo supporti tecnologici volti ad implementare processi e prodotti caratterizzabili quali prototipi di ricerca educativa, per una scuola che sperimenta un proprio riposizionamento all'interno della società dell'informazione.
Al tempo stesso vi è una significatività tipica del progetto, nell'ancorare alle molteplici realtà locali (storiche, artistiche, naturalistiche) presenti nella regione Veneto, letture e vissuti che consentono la traduzione, in termini didattici ed educativi, di momenti di apprendimento capaci di supportare la costruzione di un'identità culturale critica.
Sempre più le tecnologie nel potenziamento dei canali di comunicazione e nei supporti di conservazione ed elaborazione dell'informazione evolvono verso un loro uso per l'intrattenimento multimediale. I giovani sono molto ricettivi su questo piano ed acquisiscono in modo quasi naturale le abilità di base per il reperimento ed l'elaborazione di materiali musicali e video.
Un fenomeno interessante, che rientra in questo modo di servirsi delle nuove tecnologie da parte dei giovani, è quello della scambio e della condivisione delle risorse. Accanto alle abilità specifiche matura una sorta di cultura della community in cui, oltre alla messa in comune di risorse, si fa
strada la consapevolezza che la soluzione di molti problemi si trova nell'assistenza e supporto reciproci.
In questo contesto la scuola dovrebbe porsi in un'ottica di consapevolezza critica del proprio ruolo. Atteggiamenti di arroccamento e di rifiuto di tutto ciò che viene dall'esterno contribuiscono a creare una dissociazione nello studente tra il mondo dell'aula e quello della società esterna. Al tempo stesso un'accettazione priva di una riflessione sistematica degli elementi di novità emergenti dal mondo della tecnologia e dell'informazione, possono servire a creare un'aura di modernità che non corrisponde a un'effettiva e significativa innovazione educativa.
In realtà noi crediamo che affrontare consapevolmente e in forma critica l'integrazione di percorsi curricolari con il mondo dell'informazione e della comunicazione, significhi attivare progetti in cui i contenuti disciplinari possano trovare di volta in volta specifiche coniugazioni e valorizzazioni nell'originalità della costruzione di percorsi di apprendimento. Pensiamo cioè ad un contesto metodologico di stampo costruttivista in cui si attivano momenti in cui l'insegnante e lo studente operano congiuntamente e sinergicamente in forma attiva nella costruzione di nuove conoscenze, nella consapevolezza dell'appartenenza a una comunità con la quale condividere gli esiti ottenuti.
La consapevolezza critica sta proprio nella capacità di individuare la diversità dei ruoli e nel creare situazioni in cui l'acquisizione di nuove competenze si accompagni a un potenziamento motivazionale ad affrontare la complessità della gestione dell'informazione nella costruzione e condivisione di nuovi saperi.
Il progetto Sentieri Didattici si propone di mettere in gioco una serie di attività che si articolano lungo questo percorso metodologico. L'azione di scelta autonoma del docente di uscita sul territorio veneto costituisce già un primo momento di originalità, corrispondente a una lettura personalizzata di realtà esistenti nella regione e traducibili, nel loro insieme, in una precisa opportunità didattica.
Una lettura che dovrà diventare presto un preciso intervento. Tra questi due estremi vi è un percorso di ricerca e riflessione che le tecnologie dell'informazione consentono di raccogliere progressivamente in forma codificata in tutti suoi aspetti metodologici ed operativi. Proprio da questa operazione di codifica scaturisce la trasferibilità dell'esperienza: il docente ricercatore mette a disposizione degli altri il patrimonio della propria attività di riflessione preliminare, di pratica effettiva, di ripensamento sull'esperienza compiuta, in un ambiente di condivisione e di dialogo in cui altri docenti stanno compiendo un lavoro analogo.
La rete dei Sentieri Didattici diviene in tal modo un ambiente collaborativo che ha il carattere del laboratorio in cui i prodotti finali derivano dal contributo di molti. Tra i molti vanno considerati anche gli studenti, che hanno l'opportunità di trasferire sul web le proprie sensazioni emotive, i propri entusiasmi e le proprie emozioni, in un'area d'interazione informale molto ricca di opportunità comunicative. L'ambiente del blog, che molti studenti già frequentano in modo casuale sulla rete, diviene una sorta di diario di bordo che accompagna i momenti più significativi dell'esperienza compiuta.
Accanto a quest'area vi è comunque la possibilità di contributi sistematici, che rientrano più propriamente nella definizione formale del sentiero. Si tratta di possibili approfondimenti, ricerche autonome su singoli segmenti in cui si articola il sentiero e che risulteranno rintracciabili nell'archivio condiviso. Lo studente ha modo di penetrare alcuni aspetti specifici dei contenuti trattati in modo personalizzato, servendosi dei linguaggi (immagini statiche o in movimento, audio, testi) che gli sono più congeniali, fornendo proprie interpretazioni e punti di vista in forma originale.
In queste brevi note abbiamo cercato di evidenziare come il progetto dei Sentieri Didattici costituisca una implementazione di un'ipotesi di ricerca volta a mettere insieme attività innovative didattiche e un uso mirato delle nuove tecnologie. L'innovazione è costituita di momenti di ricerca che meritano di essere registrati e documentati in ambienti di comunità che, per certi versi, replicano alcune caratteristiche dell'ambiente di comunità scientifica. Questo significa che i risultati ottenuti, che vengono condivisi, richiedono una documentazione accurata per consentire la verifica e la replicabilità. Al tempo stesso la tipologia del contesto giovanile in cui si opera, richiede di utilizzare risorse tecnologiche (weblog) tipiche del patrimonio socializzante dei giovani, per registrare momenti di comunicazione orizzontale tra i ragazzi.
L'evoluzione del web 2.0 va nella direzione di un potenziamento progressivo di queste forme di partecipazione alla costruzione dei saperi (si pensi al wiki e al podcasting) che progressivamente potranno essere inglobate all'interno del progetto al fine di potenziare sempre di più il valore aggiunto derivante dall'attività di collaborazione.
FRANCO DI CATALDO |
|